Non voleva mostrarsi terrorizzato, non troppo almeno ma la lama del coltello era sempre più vicina al suo stomaco e l’espressione della persona che gli stava di fronte troppo folle per non cominciare a temere il peggio per la sua vita.
La punta del coltello premeva con tremante decisione contro le cuciture del giubbotto di pelle di Stefano che ancora non si capacitava per quello che gli stava accadendo. Era uscito dall’ufficio della redazione come ogni sera, aveva raggiunto il parcheggio e non vedeva l’ora di entrare in macchina e tornarsene a casa per rilassarsi dopo una giornata trascorsa davanti al pc ma il progetto era stato miseramente infranto, in macchina c’era qualcuno che lo conosceva e molto bene anche.
“Adesso per favore, metti giù quel coltello e parliamo con calma ok? Possiamo risolvere tutto ma non in questo modo, stai esagerando e lo sai!” Stefano cercava di non lasciare che la sua voce fosse tremolante ma aveva paura almeno con se stesso poteva ammetterlo.
(continua…)